Reggio Emilia e la sua provincia: cosa vedere tra centro storico, borghi e Appennino

 Reggio Emilia è una città che spesso viene attraversata velocemente durante un viaggio lungo la Via Emilia, ma dedicandole più tempo si scopre un territorio molto più ricco di quanto possa sembrare. Il centro storico conserva piazze, chiese e palazzi di grande interesse, mentre pochi chilometri fuori città iniziano campagne, castelli, borghi e paesaggi che conducono fino all’Appennino reggiano.

In questo nuovo approfondimento di Reggio Emilia Top andiamo alla scoperta di cosa vedere a Reggio Emilia e nella sua provincia, con alcune idee utili anche per chi vive già sul territorio e vuole riscoprirlo durante un fine settimana.

Una passeggiata nel centro di Reggio Emilia

Il punto di partenza ideale è il centro storico.

Reggio Emilia conserva una struttura urbana che invita a essere esplorata a piedi. Portici, piazze e strade relativamente raccolte permettono di passare rapidamente dai principali monumenti alle vie commerciali e ai locali.

Una delle piazze più rappresentative è Piazza Prampolini, conosciuta dai reggiani anche come Piazza Grande.

Qui si affacciano alcuni edifici importanti della città, tra cui il Duomo e il Palazzo del Comune.

Da Piazza Prampolini bastano pochi minuti a piedi per raggiungere molti altri luoghi interessanti.

Piazza San Prospero e il cuore della città

Un'altra tappa caratteristica è Piazza San Prospero, dominata dalla basilica dedicata al patrono della città.

È uno degli angoli che meglio restituiscono l'atmosfera del centro storico reggiano.

Passeggiando tra Piazza Prampolini, Piazza San Prospero e le strade circostanti si incontra quella combinazione di storia e quotidianità tipica delle città emiliane: edifici antichi convivono con negozi, bar, ristoranti e attività frequentate ogni giorno dai residenti.

Non bisogna quindi visitare il centro soltanto guardando i monumenti. Fermarsi in una piazza, percorrere le strade laterali e osservare la vita cittadina permette di conoscere una Reggio Emilia differente.

La città del Tricolore

Reggio Emilia occupa un posto particolare nella storia italiana per il suo legame con il Tricolore.

Il 7 gennaio 1797, durante il congresso della Repubblica Cispadana, venne adottata una bandiera verde, bianca e rossa.

La storica sala nella quale si svolsero quegli avvenimenti è oggi conosciuta come Sala del Tricolore.

Per chi vuole approfondire questa parte della storia cittadina rappresenta una delle visite più interessanti, insieme al vicino Museo del Tricolore.

È anche uno dei motivi per cui Reggio Emilia viene ricordata come Città del Tricolore.

La Basilica della Ghiara

Continuando la passeggiata attraverso il centro merita attenzione la Basilica della Beata Vergine della Ghiara.

L'edificio rappresenta una delle testimonianze artistiche e religiose più importanti della città.

Anche chi non è particolarmente interessato alla storia religiosa può trovare interessante la visita per osservare architettura, decorazioni e opere che raccontano una fase importante dello sviluppo artistico reggiano.

I teatri di Reggio Emilia

La cultura occupa uno spazio significativo nella vita della città.

Tra gli edifici più rappresentativi troviamo il Teatro Municipale Romolo Valli, affacciato su Piazza Martiri del 7 Luglio.

La zona dei teatri costituisce uno dei punti più eleganti del centro e continua a essere un riferimento per spettacoli, concerti e manifestazioni.

Reggio Emilia possiede infatti una tradizione culturale che va ben oltre le dimensioni della città.

Una città da scoprire in bicicletta

Reggio Emilia è adatta anche a essere esplorata utilizzando la bicicletta.

Le distanze urbane relativamente contenute permettono di raggiungere diversi quartieri senza dover necessariamente utilizzare l'automobile.

Per chi visita la città, alternare passeggiate nel centro e percorsi in bicicletta può essere un modo interessante per osservare anche zone normalmente escluse dagli itinerari turistici.

Ed è proprio uscendo dal centro che si comincia a capire quanto il territorio reggiano sia vario.

Dalla città alla campagna

Una delle caratteristiche della provincia è il passaggio progressivo tra ambienti molto differenti.

Allontanandosi dal capoluogo si incontrano aree produttive e residenziali, ma anche una campagna che continua ad avere un ruolo fondamentale nell'identità economica e gastronomica del territorio.

Qui nasce una parte importante dei prodotti che associamo alla cucina emiliana.

Caselli, aziende agricole e allevamenti fanno parte di un paesaggio profondamente legato alla produzione del Parmigiano Reggiano.

Visitare la provincia significa quindi anche comprendere da dove proviene una delle eccellenze gastronomiche italiane più conosciute nel mondo.

Scandiano

Tra i centri più importanti della provincia troviamo Scandiano, situata a sud-est di Reggio Emilia.

La cittadina rappresenta una possibile destinazione per una breve gita fuori dal capoluogo.

Uno dei suoi simboli è la Rocca dei Boiardo, complesso fortificato strettamente legato alla storia locale.

Scandiano è inoltre associata alla figura del poeta Matteo Maria Boiardo e conserva un centro che permette di trascorrere qualche ora tra storia, attività commerciali e gastronomia.

Correggio

Spostandosi verso la pianura si incontra Correggio, altro importante centro della provincia.

Il suo nome è inevitabilmente collegato ad Antonio Allegri, conosciuto nella storia dell'arte proprio come Correggio.

Il centro storico conserva palazzi e testimonianze del proprio passato e rappresenta una destinazione interessante per conoscere una parte differente del territorio reggiano.

Guastalla e il Po

La zona settentrionale della provincia presenta caratteristiche ancora diverse.

Guastalla è una delle località più interessanti della Bassa Reggiana e possiede una storia profondamente legata al Po e alla pianura.

Il paesaggio qui cambia completamente rispetto alla zona collinare.

Il grande fiume ha influenzato per secoli economia, agricoltura, insediamenti e vita delle popolazioni locali.

Visitare questa parte della provincia permette quindi di conoscere un volto di Reggio Emilia molto diverso da quello del capoluogo.

Canossa e la grande storia medievale

Dirigendosi invece verso le prime colline si entra in un territorio conosciuto per un episodio che ha lasciato un'espressione ancora oggi utilizzata nella lingua italiana: “andare a Canossa”.

Canossa è legata alla figura di Matilde di Canossa e al celebre incontro del 1077 tra l'imperatore Enrico IV e papa Gregorio VII.

Il paesaggio collinare e i resti delle fortificazioni rendono questa zona particolarmente interessante per chi ama combinare storia e natura.

La figura di Matilde è presente in numerosi luoghi dell'Appennino e delle colline reggiane, creando un vero itinerario storico attraverso il territorio.

I castelli delle terre matildiche

Le colline reggiane conservano diverse testimonianze dell'epoca medievale.

Castelli, pievi e antichi insediamenti raccontano l'importanza strategica che queste terre possedevano nel Medioevo.

Per chi parte da Reggio Emilia è possibile organizzare un itinerario dedicato proprio alle terre di Matilde di Canossa, alternando visite culturali e percorsi panoramici.

È una delle escursioni più interessanti soprattutto durante primavera e autunno.

Castelnovo ne' Monti

Proseguendo verso sud si raggiunge il principale centro dell'Appennino reggiano: Castelnovo ne' Monti.

Qui il paesaggio è ormai completamente differente dalla pianura.

Boschi, montagne e piccoli borghi sostituiscono progressivamente le grandi distese agricole.

Castelnovo ne' Monti rappresenta inoltre il punto di riferimento per raggiungere uno dei luoghi naturali più conosciuti della provincia.

La Pietra di Bismantova

La Pietra di Bismantova è probabilmente il simbolo naturale dell'Appennino reggiano.

La sua particolare conformazione la rende immediatamente riconoscibile nel paesaggio.

È una destinazione frequentata da escursionisti, appassionati di arrampicata e semplici visitatori che vogliono trascorrere qualche ora nella natura.

Per chi vive a Reggio Emilia rappresenta anche una dimostrazione della varietà del territorio: partendo dalla pianura è possibile raggiungere un ambiente montano completamente differente senza uscire dalla provincia.

L'Appennino reggiano

La Pietra di Bismantova non è naturalmente l'unica ragione per visitare la montagna.

L'Appennino offre sentieri, boschi, piccoli borghi e percorsi adatti a differenti periodi dell'anno.

Durante l'estate può rappresentare un'alternativa alle giornate più calde della pianura, mentre l'autunno trasforma i boschi e offre paesaggi completamente differenti.

Chi ama camminare può trovare numerosi itinerari, scegliendo sempre percorsi adeguati alla propria preparazione e verificando preventivamente condizioni meteorologiche e caratteristiche del sentiero.

Un territorio da scoprire anche attraverso la cucina

Un viaggio nella provincia di Reggio Emilia non può prescindere dalla tavola.

La cucina rappresenta una parte fondamentale dell'identità locale.

Il Parmigiano Reggiano è soltanto il prodotto più famoso. Accanto a esso troviamo l'Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia, salumi e numerose preparazioni della tradizione.

Tra i piatti più conosciuti troviamo i cappelletti reggiani, generalmente serviti in brodo, e l'erbazzone, preparazione salata fortemente legata alla cucina locale.

Non manca lo gnocco fritto, spesso accompagnato da salumi.

La gastronomia cambia inoltre attraversando la provincia e alcune ricette conservano differenze familiari o locali.

Reggio Emilia durante le diverse stagioni

Anche il periodo dell'anno può cambiare completamente il modo di vivere il territorio.

La primavera è particolarmente indicata per esplorare campagne e colline.

L'estate porta eventi e serate all'aperto, mentre le zone montane possono offrire temperature più piacevoli rispetto alla pianura.

L'autunno è uno dei periodi più suggestivi per visitare l'Appennino e dedicarsi alla gastronomia.

Durante l'inverno, invece, il centro cittadino e i borghi assumono un'atmosfera completamente diversa.

Non esiste quindi una sola stagione per scoprire Reggio Emilia.

Un fine settimana tra città e provincia

Per chi arriva da fuori, un weekend può essere organizzato dividendo il tempo tra capoluogo e territorio.

Il primo giorno può essere dedicato al centro storico, visitando Piazza Prampolini, Sala del Tricolore, Piazza San Prospero, Basilica della Ghiara e zona dei teatri.

Il secondo giorno può invece essere utilizzato per scegliere una direzione.

Verso nord si può scoprire la Bassa Reggiana; verso sud iniziano invece le terre matildiche, le colline e successivamente l'Appennino.

Chi dispone di più giorni può naturalmente combinare diversi itinerari.

Non serve essere turisti per riscoprire il proprio territorio

Spesso chi vive da molti anni in una città finisce per conoscere meno il proprio territorio rispetto a un turista.

Si frequentano sempre gli stessi quartieri e le stesse strade, mentre luoghi situati a pochi chilometri da casa rimangono inesplorati.

La provincia di Reggio Emilia offre invece numerose possibilità per organizzare una giornata diversa senza affrontare lunghi viaggi.

Un borgo, una passeggiata in collina, una visita culturale o un pranzo dedicato alla cucina tradizionale possono essere sufficienti per riscoprire il territorio.

Reggio Emilia, molto più di una città di passaggio

La posizione lungo la Via Emilia potrebbe far pensare a Reggio Emilia semplicemente come a una delle città comprese tra Parma e Modena.

In realtà il territorio possiede un'identità ben precisa.

La Città del Tricolore, le piazze del centro, la cultura, la gastronomia, le terre matildiche e l'Appennino sono parti differenti dello stesso territorio.

Ed è proprio questa varietà a rendere interessante Reggio Emilia.

Su Reggio Emilia Top continueremo a raccontare il capoluogo e la provincia attraverso storie, guide, curiosità e approfondimenti, cercando di scoprire non soltanto i luoghi più conosciuti, ma anche quella parte di territorio che spesso rimane fuori dagli itinerari tradizionali.

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